Giù le mani dal Natale

Il periodo natalizio è passato ma non cessa l'eco delle tante iniziative che, quasi giornalmente, ne hanno caratterizzato la sistematica opera di nascondimento del suo autentico significato religioso, tanto da far dire a papa Francesco "Assistiamo a una specie di snaturamento del Natale in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano". Un rapido giro d'Europa e ci rendiamo conto di quello che succede. Le festività un tempo dedicate al Natale, assumono nomi di fantasia: "Amsterdam Winter Parade", "Brussels Winter Pleasures", "Kreuzberger Wintermarkt", "London Winterville", "Munich Winter Festival" e il gioco è fatto. E' stato un susseguirsi di episodi sconcertanti. In Francia, a Lagon, nella Nuova Aquitania, gli insegnanti che avevano portato la scolaresca al cinema prima delle vacanze appena si sono accorti che il film era "Gli eroi del Natale", un cartone animato che racconta la nascita di Gesù, vista con gli occhi dell'asinello Bo, della pecorella Ruth e di altri animali da presepe, hanno immediatamente fatto sospendere la proiezione e riportato gli alunni a scuola. Al sicuro. In alcuni casi si sono raggiunte punte di involontaria tragicomicità, come quanto avvenuto nei Paesi Baschi dove la canzoncina che recita "i pastori andarono in cerca di Gesù" è stata trasformata in "in cerca di Peru" che non è il paese sudamericano ma il nome di Pietro in lingua basca. O come a Poitiers, proprio lì dove nel 732 il re dei Franchi, Carlo Martello, sconfisse gli invasori islamici, dove lo stesso nome del Natale è stato brutalmente cassato trasformando la tradizionale "festa di Natale" in "festa di Leon", dove Leon è l'inversione di Noel. A cosa arriva l'imbecillità umana per attenersi al multiculturalismo imperante! A Washington, dopo una intensa ma breve disputa legale, lo scorso 18 dicembre è stata vietata l'affissione, sui mezzi di trasporto pubblico cittadino, di cartelloni pubblicitari che ritraevano l'immagine di pastori in cammino sotto la stella cometa. Per il Giudice l'immagine dei pastori era… poco commerciale. Anche in Italia ci si è divertiti. E non poco. Una famosa multinazionale svedese ha pubblicizzato la sua produzione facendo sdraiare sotto un tavolo una lei e un lui, come nella capanna di Betlemme, e in mezzo un cane. Il tutto sormontato dalla scritta, ambigua, "Il momento più atteso dell'anno". Fa il paio con l'aberrante copertina di Der Spiegel, il popolare settimanale tedesco, che nel numero del 9 dicembre ha esposto un originale presepe dal titolo "La festa consegnata", con il bambinello adagiato dentro un pacco di Amazon, un perplesso San Giuseppe che si domanda "Io non l'ho ordinato" e la Madonna che gli fa eco chiedendo se il pacco possa essere restituito. All'interno otto pagine di cover story dal titolo "Il cliente come Dio" per raccontare come gli acquisti on-line, l'e-commerce, hanno rivoluzionato il modo di fare acquisti. Non soddisfatto Der Spiegel ha replicato nel numero 52 del 23 dicembre. In copertina c'è "Gesù, il Musulmano". Capovolgendola c'è il suo omologo musulmano, Issa. L'offensiva anticristiana ha avuto i suoi picchi in Belgio dove, dopo la declassificazione delle vacanze di Natale nelle più anonime "vacanze invernali", hanno trasformato i mercatini di Natale in "Piaceri d'inverno" mentre la Croce rossa, con un sublime autogol, ha eliminato i crocefissi dalle pareti dei suoi uffici affinchè le stesse pareti risultino "più imparziali e neutre". Ora ci attendiamo la rimozione della rossa croce dalle sue insegne e, magari, il cambio persino del suo nome. In questo clima non stupisce che a Genova un famoso prete-giornalista ha annunciato dalle colonne del giornale in cui scrive di aver cancellato per quest'anno la celebrazione del Natale, del primo gennaio (Maria Madre di Dio) e del 6 gennaio, l'Epifania. Il motivo lo ha spiegato in modo assai chiaro: il Natale è diventata "una favoletta da presepe con ninne-nanne e zampogne, esclusivo supporto di un'economia capitalista e consumista, trasformando l'intero Cristianesimo in religione civile". Se lo dice un prete... Ci voleva il controverso Donald Trump per avere una iniziativa controcorrente, nella migliore tradizione natalizia. Dopo gli anni obamiani in cui il "Merry Christmas" fu sacrificato in favore di un più politicamente corretto "Happy Holidays", alla Casa Bianca e a Capitol Hill è tornato l'albero di Natale con Melania, di bianco vestita, che ha accolto i figli dei militari della base di Andrews, che indossavano i cappellini rossi del "Make America Great Again" con la scritta "Merry Christmas" sul retro, impegnati ad accendere le luci e sistemare gli addobbi. Tuttavia la lezione più inaspettata ci viene proprio dal mondo arabo ed è una lezione per tutti i professorini del politicamente corretto che vedono nella croce un'offesa per chi cristiano non è. Lunedì 25 dicembre il quotidiano del Kuwait "Arab Times" ha riportato come titolo a tutta pagina, con grandi caratteri rossi, un "Merry christmas to all" che vale come vigoroso schiaffone appioppato a tutti coloro che il Natale lo nascondono.

Salvatore Indelicato


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