L’utilizzo nefasto della tecnologia per comprare la vita e dare la morte

Il mondo sta correndo a rotta di collo non solo a causa di una tecnologia che in pochi decenni ha letteralmente trasformato la nostra vita, ma anche per il nostro stesso modo di vivere, indubbiamente agevolato dalla stessa tecnologia, ma anche dall’insano desiderio di pretendere ogni diritto senza accettare alcun dovere o di dichiarare tutto, ma proprio tutto, lecito se ci piace così. E’ un irrefrenabile orgasmo egoistico che tutto sta travolgendo. Stiamo crescendo i nostri figli (dis)educandoli nel principio che possono fare tutto quello che vogliono perché ogni desiderio è un diritto. E’ bene, allora, guardarlo in faccia questo nostro pazzo mondo per essere consapevoli di dove ci sta portando, riflettere, magari in silenzio, questo sconosciuto, e riconoscere che non sarà facile fermare la china nella quale tutti noi ci siamo, volenti o nolenti, incamminati. Quando internet permise il collegamento istantaneo, da una parte all’altra del globo, di persone tra loro sconosciute e alcuni informatici inventarono il commercio elettronico, quello che chiamarono e-commerce, ci entusiasmammo tutti: il negozietto che a Bronte fa i biscotti al pistacchio con il vero pistacchio del luogo poteva vendere i suoi dolcetti a Pechino o a Los Angeles solo che il cinese o l’americano di turno lo ordinasse al computer con pochi “clic”. Magnifico! La chiamammo globalizzazione Ma il vaso di Pandora era stato aperto e successe la stessa cosa che avvenne quando Adamo ed Eva scoprirono la libertà, libertà di fare il bene con la stessa facilità con la quale si può fare il male. Quello che possiamo fare con i biscotti al pistacchio, infatti, la possiamo fare anche per “tutto il resto”. Se a queste possibilità offerte dalla tecnologia sommiamo la deregulation morale che, dal mitico ’68 in poi, ha sconvolto, per l’egoismo dei singoli, i costumi e con loro i valori morali di un tempo, la frittata, la gigantesca frittata è fatta. E sono cadute le barriere della vita e della morte, a colpi di clic. Cominciamo dalla vita. Oggi possiamo comprare, da soli, un papà per procreare un bambino secondo i nostri desideri. Ci pensano le banche del seme che ti spediscono a casa il kit fai da te di inseminazione. Si tratta di una scatola con un contenitore pieno di ghiaccio secco. C’è una fiala di sperma, una siringa e, ovviamente, un bel libretto di istruzioni. Così, senza andare in qualche ospedale per fare la fecondazione eterologa (tre anni fa la Consulta ne cancellò il divieto e due mesi fa è stata inserita nei “livelli essenziali di assistenza”) possiamo fare tutto da soli. Il seme si scongela in dieci minuti, si taglia la fiala, si riempie la siringa che si inserisce “in profondità dentro la vagina”, come recita il libretto che consiglia di lasciarla lì per alcuni secondi “quindi rimuoverla lentamente” mantenendo posizione rilassata per una mezzoretta. Ma, naturalmente, c’è di più rispetto all’analoga operazione che si può fare in clinica. Si può scegliere il papà! E la tecnologia ce lo fa fare comodamente a casa nostra, a colpi di clic. Analogamente ai siti dove ti presentano i vari alberghi dove vorrai trascorrere le tue vacanze, corredati da prezzi e prestazioni anche il sito delle banche del seme ha il suo bel catalogo colorato. Che non ti presenta strutture alberghiere ma le caratteristiche del genitore che desideri per tuo figlio. A colpi di clic possiamo scegliere razza, gruppo sanguigno, colore di occhi e capelli, altezza e peso dello pseudopapà, le sue analisi mediche, perfino informazioni sul suo carattere e cosa fa nella vita, le sue foto da bambino, la longevità degli antenati e una registrazione audio per gradire o meno il suo tono di voce. Sono le opzioni extra che, come la scelta del sedile dove vuoi viaggiare, o gli optional dell’auto che vuoi noleggiare, hanno ovviamente un costo in più. A seconda del tipo di donatore spendi quindi da 500 a 2000 euro e ti puoi regalare un papà. Circa 500 donne lo hanno fatto, in Italia, l’anno scorso. E ci assicurano che il business è in ascesa. Passiamo ora alla morte. Per la morte i costi sono decisamente inferiori. Un kit per abortire, ordinato con un colpo di clic al sito che fa questo bel mestiere, costa solo 90 euro. Riceverete, senza altra formalità, una “kill pill”, una pillola per abortire, una letale confezione di RU 486. Senza che mamma e papà lo sappiano. Anche in questo caso il sito presenta un catalogo con le foto delle donne, ovviamente sorridenti, che vi raccontano la loro storia di successo. Per dovere di cronaca segnaliamo che, nella modulistica da preparare per la richiesta sono poste domande sull’eventuale desiderio di dare in adozione il bambino e il consiglio di consultare “un amico, uno psicologo o un parente” nel caso si avessero dubbi. Nessun cenno a eventuali rischi per la salute, come avviene per la lista di effetti indesiderati normalmente inserita nelle scatole delle medicine, i “bugiardini” che evitiamo di leggere per non impressionarci. Purtroppo, oltre alla morte che elimina la vita che sta per nascere, c’è la morte che elimina la vita esistente. Li chiamano “lupi solitari” o “cani sciolti”. Sì, sono cani e lupi, ma non sono affatto solitari né sciolti. Sono connessi, globalmente connessi in rete. Crescono e solidarizzano in luoghi virtuali ma ben conosciuti, piattaforme di propaganda terroristica che sfruttano internet per scambiare informazioni di morte, per insegnare a preparare devastanti esplosivi fai da te, per programmare infine gli attentati che periodicamente, in un rosario di morte, da Parigi fino alle giovanissime vittime di Manchester, riempiono i cimiteri del mondo. Attenzione, però. Guardiamoci dal dare la colpa alla tecnologia. La tecnologia è il campo di battaglia, ma è sempre l’uomo che, colpevole, la maneggia, da un lato assumendo stili di vita che ci fanno scivolare verso l’anarchia, dall’altro interpretando ideologicamente una religione per riempire di sangue, in suo nome, il pianeta. C’è il Male, acquattato dietro l’angolo, c’è Satana che si materializza nel pusher che ti dà lo spinello che ti porta a travolgere un’auto piena di innocenti vittime o nel kamikaze che si fa esplodere e toglie la vita a tanti innocenti ai quali nessuno ormai dice che il Male c’è, si chiama Satana e non ha la corna e la coda come lo immagino Dante Alighieri, ma le armi sottili della seduzione, quelle che spinsero il serpente ad ingannare Eva. Il Male c’è, va combattuto e possibilmente sconfitto. Ma senza leggi che impediscano certi comportamenti, per un falso diritto alla libertà, senza controlli che impediscano il diffondersi in rete di pratiche di morte, per un falso timore di censura, ci aspetta un mondo senza Dio, dove l’unica libertà che ci viene concessa è quella di morire.

Salvatore Indelicato


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